
"La scuola come laboratorio - Venezia 22.05-08.09.2025"
Dopo la presenza a Firenze Didacta dal 12 al 14 marzo 2025, la mostra prosegue il suo percorso itinerante spostandosi a Venezia presso M9 – Museo del ’900 dal 22 maggio all'8 settembre 2025.
L'iniziativa vede la collaborazione di numerose istituzioni culturali ed educative: AIPH Associazione italiana di Public History, Associazione internazionale DiCultHer, Biblioteca Comunale M. Maltoni di Impruneta, CIRSE, Centro Studi Sorelle Agazzi, Florence Art Edizioni, Fondazione Giovanni Michelucci, Fondazione Hallgarten-Franchetti Centro Studi Villa Montesca, Fondazione Idana Pescioli Onlus, Fondazione Tancredi di Barolo, MCE Movimento di Cooperazione Educativa, MUDESC, M9 – Museo del ’900 , MuSEd, Opera Pizzigoni, Opera Nazionale Montessori e SIPSE.
Con questo evento si vuole celebrare il ruolo fondamentale della scuola non solo come strumento di alfabetizzazione, ma come vera e propria istituzione sociale rappresentativa della vita attuale. Seguendo la visione di matrice attivistica, l'esposizione illustra come l'educazione sia stata ed è tuttora un autentico "laboratorio" di emancipazione individuale e sociale, con lo scopo di aprire nuove esperienze e potenziare tutte le opportunità necessarie allo sviluppo completo della persona.
Il percorso espositivo rende omaggio alle figure femminili che a vario titolo, hanno contribuito a questo percorso educativo: dalle docenti impiegate nei luoghi più remoti del Paese per soddisfare il bisogno di alfabetizzazione delle masse a partire dalla fine del XIX secolo, fino alle pioniere dell'istruzione come Giuseppina Pizzigoni, le sorelle Rosa e Carolina Agazzi, Maria Montessori, Alice Hallgarten Franchetti, Maria Maltoni, Gisella Galassi Ricci e Idana Pescioli. Il contributo femminile all'educazione viene raccontato attraverso le note biografiche e professionali di queste protagoniste, che si sono confrontate con realtà complesse legate alle differenze linguistiche, culturali e sociali caratterizzanti l'Italia post-unitaria.
La mostra vuole anche valorizzare il ruolo degli archivi come luoghi fisici e virtuali di conservazione della memoria e di costruzione della scuola del futuro.


